qui solo delirio

sabato 9 gennaio 2010

Tu che sai ancora piangere

Tu che sai ancora piangere
in questo mondo tetro
e non ti vergogni di mostrare il tuo dolore
mentre lacrime scendono simili a gocce di rugiada lungo steli e corolle profumate
io ti stringo ed urlo la mia miseria
dinanzi al tuo tuo volto spaventato.

Tu, che sai ancora piangere,
lo sguardo vitreo fisso sul nulla
concedimi la grazia della tua umiltà
troppo spesso derisa
e scambiata per debolezza
ed accoglimi nel tuo cuore
grande quanto la luna
immenso come la speranza.

Tu, che sai ancora piangere
e tremi tutta mentre ti stringo e dici di amarmi
ma di un amore lancinante che ti frantuma la vita
simile ad un veleno che scorre lungo le arterie
e sgorga dagli occhi quando è ora del commiato
perché sai che non sarò li ad attenderti quando tornerai a casa,
sola contro le tue paure
e nemmeno urlare servirà per dissolverle.

Tu che sai ancora piangere
anima fragile e bella quanto una madre ed oltre
lascia che io mi abbeveri in ginocchio dinanzi ai tuoi occhi
concedimi di sfiorare i tuoi piedi come gesto di perdono
anche se non merito nulla se non amorevole compassione
barattata in cambio del mio sorriso da bambino
unica vera ragione della mia presenza al tuo capezzale
nonché fonte di infinito dolore.