qui solo delirio

mercoledì 21 gennaio 2009

Alla deriva

In questo momento canto per assolvere i miei peccati
ma dalla mia bocca escono solo note stonate
e non credo che agli angeli questa litania piaccia.

Ci sto provando, lo senti?
Tiro le corde vocali fino ad emettere un urlo flebile in falsetto
degno di un ragazzino castrato,
ma non basta
Ti prego, assolvimi, tu che puoi.
Ne hai il potere.

Tutto intorno a me cambia, ma la musica che sento nella testa rimane sempre la stessa,
potente ed assordante, non mi fa capire nulla
e nel lento incidere verso la strada buia, accompagna i miei passi nel profondo ignoto.

Come puoi essere cosi' crudele?
Quale dio non si lascerebbe commuovere dal canto di un bambino perso nella notte oscura?
Guarda il nulla intorno a me,
sto urlando non lo senti?
Ho paura, tendimi la mano
accompagna il mio viaggio in questo sentiero irto di pericoli e peccati.

Sguardi compiaciuti osservano il tutto, ridendo nel buio,
mentre io trattengo a malapena la vescica, tutti vogliono umiliarmi
non gli basterà abbattermi.

Ecco che compaiono sulla scena le anime della notte,
le uniche desiderose della mia carne,
vampiri dal volto di donna,
sorridono lussuriose invitandomi nelle loro case,
presentandosi nude mentre suono alla porta, il seno gonfio ed i capezzoli eretti.

L'anima viene violata prima ancora del corpo.
Posseduto come un fantoccio, osservo il mio membro che si dimena nelle loro carni nella loro bocca mentre gli spiriti santi mi osservano e scuotono la testa.

Io non posso nulla, sono drogato fino al midollo di carne incestuosa e speranze vane.
Ti prego salvami, perdona i miei peccati.
Sto sbagliando, non posso fare finta di non saperlo.
Accogli la pecorella smarrita nel tuo ovile.
Comandami col bastone e dimmi quando posso pascolare e quando posso allontanarmi;
libero, ma non troppo.
Rendimi schiavo dei tuoi santissimi voleri
Pulisci l'anima e toglimi tutti quei pensieri sporchi che mi accompagnano di giorno, mentre di notte giro come un pazzo alla ricerca di nuova carne fresca con cui nutrirmi.

Sono un animale, e sono reietto.
Sono malato, e non basteranno le preghiere degli angeli a rendermi l'anima.
Urlo mentre mi colpiscono alle spalle
mentre mi controllano i documenti e ridono delle mie foto
l'ordine costituito, le divise, i giudici, la legge, morte a tutti.

Un colpo alla memoria mentre le candele si stanno spegnendo
mentre tutto attorno i bambini hanno smesso di giocare e nessuno che mi invita nel suo girotondo
Le mamme osservano dubbiose il bambino muto, allontanando la santa prole
Non ho piu' parole da dire,
so solo che mi sto esaurendo e nessuno attorno che mi offra una caramella.

Corrono tutti mentre il sole scende oltre le case,
rimango solo ad osservare il tramonto,
senza nessuna lacrima da piangere
senza sorrisi
senza qualcuno che mi prenda la mano
e mi dica che in fondo non tutto è perso.

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